TIME OUT / Allenando si impara

Il Baseball

Questo sconosciuto

Pierluigi Tatti

"Non mi aspetto di battere valido ad ogni turno di battuta. Ciò che voglio è una media alta, non tanto per me, quanto per la mia squadra: l'America!"

(Franklin Delano Roosevelt, 32° Presidente degli Stati Uniti 1933-1945)

 

 

Il Baseball: che sport è?

Negli Stati Uniti è definito “The american pastime”; da noi è considerato uno sport “oscuro”. In realtà il Baseball è uno sport di squadra ..... “strano” ma intrigante ed interessante: la palla non serve per segnare punti ma per impedire che gli avversari li segnino e sul terreno di gioco le due squadre sono composte da un numero diverso di giocatori (9 difensori, da 1 a 4 attaccanti).

 

 

Le origini

L'origine è incerta. Esistono dei graffiti, risalenti a circa 2000 anni a.C., che testimonierrebbero di un gioco praticato con mazza e palla all'epoca degli antichi Egizi. In Inghilterra, intorno al 1300, esisteva lo “StoolBall” gioco molto popolare in cui un battitore difendeva un bersaglio da un lanciatore che tentava di colpirlo con una palla. Forse è da considerarsi un antenato del “Cricket”.

Un altro gioco che ricorda il baseball, e che i bambini inglesi praticano ancora, è il “Rounders”. Un giocatore deve coprire un percorso delimitato da quattro pali per segnare un punto (rounder) dopo aver colpito la palla con una mazza corta impugnata con una sola mano. In Inghilterra si giocava già nel 1600, ma le regole furono pubblicate nel 1829 e, poi, in America nel 1834.

Nel 1744 in Inghilterra, nel libro A little pocket book di John Newbry è una poesia su di un gioco chiamato “baseball”. Nel 1762 il libro viene distribuito anche nelle colonie d'America. Nel 1810, in Francia viene pubblicato Les yeux des jeunes garçons, che contiene le regole di un gioco da praticarsi con mazze e palline e che prevede la corsa sulle basi.

 

 

La storia recente

Negli Stati Uniti si ritiene che il baseball sia stato inventato nel 1839 da Abner Doubleday (diventato poi eroe di guerra) a Cooperstown (New York), città dove ha sede, non a caso, la ‘Hall of Fame' del baseball americano. A Doubleday sono riconosciute l'invenzione della forma a ‘diamante' del campo interno, dei ruoli e delle regole. Ma la storia dell'eroe di guerra che inventa un gioco in una città dove vivono solo nativi americani sembra troppo perfetta, troppo ‘americana'.

Le regole del gioco vengono comunque pubblicate solo nel 1845 a Manhattan dal padre del baseball moderno: Alexander Cartwright.

Negli anni successivi le regole vengono più volte aggiornate: nel 1857 le partite cominciano ad essere disputate su nove inning e nel 1889 diventano quattro le palle lanciate male dal lanciatore (“ball”) affinché il battitore possa raggiungere la prima base.

Vengono più volte modificate le misure del campo, le misure delle basi, le misure della mazza e della pallina.

Viene introdotto per tutti i difensori l'uso del guanto che all'inizio era previsto solo per il ricevitore.
Nel 1869 nasce la prima squadra professionistica: i Cincinnati Red Stockings.

Nel 1876 nasce la “National League” e nel 1893 la “Western League” poi divenuta “American League” nel 1900. Nel 1903 le due leghe si accordano per disputare incontri tra le vincenti di ciascun campionato: nascono così le “World Series”.

Nel 1904 a St. Louis viene disputato il primo torneo olimpico.

Il gioco si diffonde: nel 1864 si gioca a Cuba per merito di alcuni studenti rientrati dagli Stati Uniti; in Giappone la prima partita viene disputata nel 1873;  a Taiwan è introdotto da coloni giapponesi   nel 1875; in Australia le prime partite si giocano alla fine del 1800; in Corea arriva nel 1906; in Olanda il primo campionato è del 1922.

Nel 1938 nasce la Federazione mondiale: l'International Baseball Federation (IBF).

Nel 1953 a Parigi Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna danno vita alla Confederation Europeenne de Baseball (CEB), prima federazione europea.

 

In Italia

Nel gennaio 1884 il baseball arriva con la sfida di marinai di due navi americane a Livorno. Solo negli anni seguenti alla fine della seconda guerra mondiale il gioco si diffonde, soprattutto a Nettuno e ad Anzio, dove gli americani sono particolarmente numerosi. Nel 1946 nel Lazio viene organizzato il primo torneo di softball.La prima partita ufficiale tra squadre italiane viene disputata a Milano il 27 giugno 1948 e ad ottobre dello stesso anno comincia il primo campionato  (vinto dalla Libertas Bologna). Nel 1947 viene fondata la Lega Italiana Softball (LIS) e nel 1948 viene fondata la Lega Italiana Baseball (LIB); segue nel 1948 l'Associazione Italiana Baseball (AIB).

Nel 1948 la fusione di LIS e AIB dà luogo alla Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS) mentre nel 1950 nasce la Federazione Italiana Palla a Base (FIPAB) dalla fusione di FIBS e LIB. Nel 1953 il CONI accetta la FIPAB come federazione ‘aderente' e nel 1957 come federazione ‘effettiva'. Nel 1970 si torna alla denominazione di FIBS. Nel 1970 l'Italia partecipa per la prima volta al Campionato del mondo e ai giochi olimpici di Atlanta 1996 conquista il quinto posto, miglior risultato di sempre alle Olimpiadi.

Nel frattempo la nazionale vince più volte i Campionati europei e le squadre di Club più volte vincono la Coppa dei campioni. Nel settembre del 2011, Alex Liddi è il primo italiano ad esordire in Major League (massimo campionato professionistico americano) con i Seattle Mariners.

 

Il campo di gioco

Il campo di gioco è un quarto di cerchio delimitato verso l'esterno dalla recinzione e verso l'interno da due linee perpendicolari (linee di “foul”) che partono da casa base e proseguono fino alla recinzione dove sono posizionati due pali. Al suo interno è prevista una zona di forma romboidale (il “diamante”) i cui vertici sono le quattro basi; al centro di essa c'è un “monte di lancio” sul quale si posiziona il lanciatore. Tutto lo spazio compreso tra casa base, le due linee di “foul” e la recinzione è la zona valida di battuta.


 

Le regole

La partita si divide in nove tempi (inning) che ciascuna squadra gioca in difesa e in attacco con gli stessi giocatori. Sono ammesse sostituzioni in qualsiasi momento ma l'uscita dal campo è definitiva.


 

I giocatori vengono distinti secondo il loro ruolo difensivo:

1 - Lanciatore (P)
2 - Ricevitore (C)
3 - Prima base (1B)
4 - Seconda base (2B)
5 - Terza base (3B)
6 - Interbase (SS)
7 - Esterno sinistro (LF)
8 - Esterno centro (CF)
9 - Esterno destro (RF)

 

Esiste inoltre, il battitore designato (DH), che è il giocatore che sostituisce il lanciatore nella fase di attacco. I 9 giocatori in difesa, compreso il lanciatore, indossano un guantone. La squadra in attacco è composta dai battitori, che una volta battuta la palla, diventano corridori. Scopo di ciascun attaccante è battere la palla in zona valida e fare il giro delle quattro basi per segnare un punto. Scopo dei difensori è eliminare gli attaccanti. Importante è il “fuori campo” che si realizza quando la palla battuta da un attaccante finisce oltre la recinzione del campo passando tra i due pali che delimitano le linee di “foul”. In questo caso tutti gli attaccanti presenti sulle basi avanzano fino a casa base: un “fuori campo” può valere da 1 a 4 punti.

Il lanciatore, con tecniche diverse di lancio, deve impedire al battitore di colpire efficacemente la palla e farla passare all'interno dell'area di “strike” (un rettangolo immaginario posto sul piatto di casa base e alto dalle ginocchia alle ascelle del battitore). Se ci riesce e il battitore non colpisce la palla, l'arbitro conta uno “strike”; anche se la palla non passa nell'area di “strike” ma il battitore gira la mazza senza colpirla, l'arbitro conta uno “strike”. Al terzo “strike” il battitore è eliminato. Dopo 3 eliminazioni le squadre cambiano ruolo.

Se il lancio non passa nell'area di “strike” e il battitore non gira la mazza a vuoto, l'arbitro conta un “ball”. Al quarto “ball” il battitore avanza in prima base. Il battitore ha diritto ad avanzare in prima base anche se viene “colpito” da un lancio. I principali modi di eliminazione sono tre:

  • strike out– il lanciatore ottiene tre lanci “strike” su un battitore;
  • al volo– uno dei difensori prende al volo la palla battuta da un attaccante;
  • toccata– un attaccante, dopo una battuta in zona valida e mentre è lontano da una base, è toccato da un difensore con la mano con cui tiene la palla oppure la palla arriva nella mano di un difensore che tocca la prima base prima che l'attaccante raggiunga a sua volta la prima base.

Vince la partita la squadra che al termine dei 9 “inning” ha ottenuto più punti. In caso di parità, si prosegue ad oltranza fino a che una delle due squadre non sarà in vantaggio al termine di un extra-inning.

Naturalmente esistono altre regole più particolari ma quelle esposte permettono di seguire facilmente una partita. Faccio due soli esempi:

1) se il battitore colpisce la palla e la manda direttamente oltre le linee di “foul” o all'indietro oltre le sue spalle l'arbitro conta uno “strike”, ma non lo fa se ce ne sono già due sul conto del battitore; però, se un difensore prende la palla al volo, il battitore è eliminato.

2) in caso di eliminazione “al volo”, dopo la presa del difensore eventuali attaccanti presenti sulle basi possono avanzare.

 

Un parente stretto: il Softball

Inventato da George Hancock a Chicago nel novembre del 1887, conosciuto come “Kitten Ball” e poi come “Diamond Ball”, nel 1926 assunse definitivamente il nome di Softball. E' una versione “light” del baseball; infatti le regole sono molto simili ma con alcune differenze:

  • la pallina è più grande e più pesante
  • la distanza tra le basi e tra casa base e il monte di lancio è più breve
  • il lancio al battitore viene eseguito da sotto
  • la partita si gioca su 7 inning
  • è giocato soprattutto da squadre femminili

Non mi resta che augurare a tutti: buon baseball !!!

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